28 luglio 2011 ~ 0 risposte

“Se questo è un direttore di filiale ovvero quando l’arroganza del potere ucccide la dignità personale e la democrazia”

La storia che stiamo per raccontarvi, lo diciamo subito, è di pura “ fantasia” e così pure i luoghi dove si svolge  e i nomi dei personaggi.

L’abbiamo solo “immaginata”…

Riferimenti a persone e fatti reali sono puramente “casuali

Immaginiamo solo che la storia stia succedendo ai giorni nostri…Allora….

C’era una volta nel paese di Poste Italiane SpA  la Direttrice  dell’ UP di Vattelapesca, un ’ufficio per area geografica, densità di popolazione e cittadinanza, un po’ particolare.

La Direttrice, era un’ottima lavoratrice, riassumeva in sé doti organizzative e spiccate capacità commerciali,

Tant’è che i suoi capi la tenevano molto in considerazione, premiandola per le sue indiscusse capacità lavorative.

Un giorno, il nuovo DIRETTORE della Filiale battuta dal vento di ponente, da cui l’UP della Direttrice dipende, la convoca nel suo ufficio per urgenti comunicazioni di servizio.

La brava Direttrice, prontamente, si presenta nell’ufficio del “CAPO”, il quale dopo  il saluto iniziale e le domande di rito sulle questioni lavorative, senza tanti preamboli, “GENTILMENTE” le chiede se in qualche modo non le convenga  iscriversi ad “UN” sindacato.

L’ingenua Direttrice non ravvisando già, una violazione della privacy, candidamente ringraziando, dichiara che la scelta del sindacato l’ha già effettuata iscrivendosi ad “un” sindacato da cui si sente, peraltro, molto ben rappresentata.

All’apparenza il DIRETTORE della Filiale, sembra accontentarsi, in questo primo incontro del diniego della sua ( Di LUI ? ) collaboratrice.

Seguono altri incontri, abbastanza ravvicinati, in cui il tema della “chiacchierata” è sempre lo stesso, la richiesta esplicita e assolutamente coercitiva, anche se gentile ed educata, di iscriversi ad “UN” sindacato considerando anche l’indubbia, indiscussa convenienza per il lavoratore ad essere, UN iscritto di quel sindacato…

Per farla breve, di lì a poco la situazione precipita, la gentilezza di modi lascia spazio a vere e proprie ritorsioni nei confronti della povera Direttrice, che ovviamente aggravano la situazione dell’ UP da lei amministrato, costringendo il personale ad enormi sacrifici.

Niente arrivi di operatori, anche quando richiesti nei tempi e nei modi dettati dalle regole di Poste Italiane SpA, e… ultimo atto, nell’ UP doppio turno, quell’ufficio un po’ particolare, non si riesce più nemmeno ad organizzare i normali turni lavorativi, per mancanza di lavoratori, praticamente abbandonato a se stesso.

La povera Direttrice esasperata dalla situazione determinatasi ai limiti del normale, trafelata e molto provata ritorna alla Filiale, per chiedere spiegazioni che nessuno, tanto meno il DIRETTORE della Filiale, a quel punto PUO’ fornire.

Seguono momenti concitati e devastanti dal punto di vista umano e lavorativo per la povera Direttrice

A quel punto è chiaro anche a lei, che pure aveva agito con diligenza e appartenenza alla famiglia di Poste Italiane SpA, che ci sono figli e figliastri, che, o si cede ai ricatti, alla sopraffazione dei (CATTIVI) capi, oppure si soccombe all’arroganza del (CATTIVO) potere che uccide le regole, la dignità, il vivere civile e la democrazia e alla dabbenaggine di chi ritiene, salito di grado (e magari neanche per meriti propri ) di avere potere di vita e di morte sui suoi collaboratori, infischiandosene delle regole, della buona educazione e perché no, anche delle leggi che regolano il nostro vivere all’interno della società.

Se fosse una storia vera, ci attrezzeremmo a trattarla nelle sedi competenti scrivendo nero su bianco i nomi ed i cognomi dei personaggi della storia e pretendendo la fine ingloriosa del CATTIVO di turno.

Ma è una storia inventata e dunque ci limitiamo a ridere del DIRETTORE della Filiale battuta dal vento di ponente, convinti che tale ciarpame nella realtà di Poste Italiane SpA, non esiste, perchè vagliato e vigilato dal management aziendale che conta per davvero!

Siccome è una storia inventata ci aspettiamo anche il lieto fine, con il DIRETTORE di Filiale che, dopo essersi cosparso il capo di cenere chiede scusa, in pubblica piazza,  alla sua collaboratrice e giura di non farlo MAI, MAI PIU’.!

E tutti (?) vissero felice e contenti…

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