28 aprile 2011 ~ 0 risposte

Otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore per dormire

la parola d’ordine coniata in Australia nel 1855, oggi più che mai attuale, aprì la strada alle rivendicazioni della classe operaia e alla ricerca di un giorno, in cui i lavoratori potessero incontrarsi per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi e migliorare la propria condizione
In Italia come negli altri Paesi la scelta cadde sul primo Maggio (in ricordo dei “martiri di Chicago”) giorno in cui dal 1891 si sarebbe festeggiata la “Festa internazionale dei lavoratori” di tutti i paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la propria autonomia, la proria indipendenza nella comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà.
Oggi che il nostro Paese è passato attraverso profonde trasformazioni sociali, il mondo del lavoro sta vivendo una stagione critica.
La struttura attuale della nostra società “postmoderna”, sembra tenda ad assicurare chi già possiede una posizione, a scapito di chi non ce l’ha, o vorrebbe averla, partendo dalle sue competenze e dalle capacità acquisite.
Spesso il lavoro gestito da chi tratta il lavoratore come strumento e non come persona, chiude alle attese e alle richieste, soprattutto dei giovani, non utilizzando le loro doti e le loro risorse, necessarie al progresso della società e al suo rinnovamento.
Il lavoro la cui soluzione deve essere ricercata nel rendere la “vita umana più umana” deve essere interpretato coma la chiave essenziale della questione sociale, e deve assicurare  alle donne, ai giovani, ai precari, a chi il lavoro l’ha perso o lo sta perdendo in seguito al venir meno degli ammortizzatori sociali, concrete possibilità di ripresa economica tali da risponddere a uno dei diritti primari, fondamentali del’uomo, sancito a chiare lettere dalla nostra Costituzione  e di cui tutti, ma in primo luogo il mondo del lavoro delle istitusìzioni e della politica, dobbiamo sentirci responsabili.
Quest’anno per la tradizionale “festa internazionale dei lavoratori” la città di Roma ospiterà due eventi tra loro apparentemente lontani: la Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II ed il concerto in Piazza di Porta San Giovanni.
L’evento promette di rivelarsi memorabile.
L’appuntamento festoso con il concerto il cui tema ” la storia siamo noi”, è stato pensato anche per i 150 anni dell’Unità d’Italia e ben si adatta alla realtà dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro Paese.
La Beatificazione di Giovanni Paolo II, 1 maggio festa di San Giuseppe lavoratore, risponde alle attese dei cattolici ma anche dei fedeli di altre chiese cristiane, di altre confessioni religiose, come di persone non credenti, tutte vinte dal carisma di questo Papa, che nella Lettera Enciclica “Laborem exercens” scriveva: “Per realizzare la giustizia sociale nelle varie parti del mondo (…) sono necessari sempre nuovi movimenti di solidarietà degli uomini del lavoro e di solidarietà con gli uomini del lavoro. Tale solidarietà deve essere sempre presente là dove lo richiedono la degradazione sociale del soggetto del lavoro, lo sfruttamneto dei lavoratori e le crescenti fasce di miseria e addirittura di fame.”
La ricerca della dignità dell’uomo/lavoratore, l’appello a costituire tra sindacati e associazioni una coalizione mondiale per il lavoro dignitoso, il tema centrale della solidarietà.
Cosi nelle aspettative dei nostri “progenitori” Australiani come nelle parole del Santo Padre, in una alchimia di valori e di visioni, diversi tra loro ma di pari dignità.
In attesa di questo evento unico nella storia della capitale, noi della Failp Cisal Lazio, che all’interno del nostro gruppo viviamo ogni giorno le nostre militanze, le nostre storie, le nostre culture tutte diverse, come ricchezza, nell’appartenenza comune a quei valori etici di giustizia, solidarietà e cittadinanza sociale, che  fanno di noi un gruppo coeso, concreto, positivo e propositivo, attento sempre alle esigenze degli iscritti e delle iscritte oltre che …unica voce fuori dal coro, auguriamo a tutti i lavoratrici e le lavoratrici un sereno 1 maggio 2011 all’insegna della solidarietà e della pace tra tuti gli uomini di “buona volontà”.
Per opportuna conoscenza vi segnaliamo la nota diffusa  dalla CISAL in data 20 aprile 2011:

La Segreteria Generale della CISAL ha deciso di celebrare la festa del Lavoro  partecipando con una donazione alla raccolta fondi ufficiale della Diocesi di Roma per la Beatificazione  del Papa Giovanni Paolo II,  memore di quando il Santo Padre volle essere tra i lavoratori il 1 Maggio dell’anno del Giubileo del 2000 e, soprattutto, avendo nell’animo quanto espresso nelle Sue Encicliche “Laborem Exercens “ e la “ Sollicitudo Rei Socialis “

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