17 aprile 2011 ~ 4 risposte

Ipotesi rinnovo CCNL 2010-2012, comunicato Failp Cisal Lazio e Roma

Di seguito il comunicato Failp-Cisal  Segreteria Regionale Lazio e  Roma  sull’ ipotesi di rinnovo del CCNL 2010-2012.

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4 Risposte

  1. enrico 7 maggio 2011 at 4:28 pm Permalink

    Nucleare? NO GRAZIE! Referendum per la reintroduzione della SCALA MOBILE, CON L’EURO SI PUO’ FARE! Solo così combattiamo l’inflazione. Sicuramente la confindustria non sarà daccordo, ma loro non sono i nuovi poveri e la maggioranza del Paese. MEDITATE POSSIAMO USCIRNE. A breve i cittadini lavoratori italiani saranno in competizione con migliaia di immigranti che vorranno, giustamente, entrare nel mondo del lavoro e come si fa a reggere il confronto? Loro, per il momento si accontentano perché credono di essere in un paese ricco e “libero”, quando si renderanno conto che per vivere in Italia c’è bisogno di un salario adeguato e far crescere i figli costa tanti sacrifici e tante rinunce, allora forse capiranno che qui il futuro non esiste. Nel prossimo futuro gli italiani, nonostante esista un papa, diventeranno più poveri e sempre meno tutelati nel lavoro, con nessuna prospettiva di famiglia. Quando termineranno gli aiuti dei nostri familiari, ai quali, questa generazione deve tutto, chi si prenderà cura degli uomini e delle donne d’Italia? Anziché lamentarci, bisogna reagire! Possiamo e dobbiamo farlo!

  2. roberto maggi 20 aprile 2011 at 2:53 pm Permalink

    Buongiorno,
    Leggo spesso il vostro sito e vi faccio i complimenti, ho letto l’ipotesi d’accordo CCNL 2011 e tutta la doc. da voi esposta ma Medardo cosa ne pensa, perchè questo silenzio?
    100€ in 3 anni inseriti nei M.T.
    0,40% fondo poste a settembre 2012
    2€ Per i DUP monoperatori di livello “C” a partire dal primo gennaio 2012
    L’aumento del ticket mensa di 0,50 euro per tutte le tipologie di ticket, a partire dal 1 gennaio 2012.
    i due giorni di PIR non più monetizzabili
    l’ipotesi d’accordo non è stata firmata ad Aprile?
    perchè tutto a settembre?
    perchè non tutto subito?

    ………. si descrivono con l’ausilio di una tabella le competenze lorde dei “dirigenti con responsabilità strategiche” (cioè “gli amministratori e i responsabili di primo livello organizzativo”) che in appena un anno (2009/ 2010) sono aumentate di circa il 14 %. Lungi da me demagogia e populismo ma un tale dato fa oggettivamente emergere l’abissale differenza con l’andamento complessivo delle retribuzioni dei lavoratori postali, con la stessa richiesta economica presente all’interno della piattaforma unitaria di rinnovo contrattuale (6 % in tre anni) e soprattutto svilisce l’impegno dei postelegrafonici profuso in tutti questi anni. Prima ancora che una questione economica si pone, quindi, una evidente domanda di giustizia ed equità……………

    Ma scusate, questa domanda di giustizia ed equità è stata ascoltata?
    a me pare di no!

    Tutte queste belle notizie Medardo le conosce?
    ciao a tutti
    Roberto

    • Giuseppe 25 aprile 2011 at 10:35 am Permalink

      Gentili colleghi, i pochi o nulla commenti ricevuti testimoniano della rassegnazione dei lavoratori rispetto a un sistema estremamente bloccato che non da nessun spazio alle legittime istanze di coloro che, principalmente, hanno contribuito a far si che un carrozzone come l’ex Ministero delle PP.TT. si trasformasse in una delle poche aziende pubbliche capaci, non solo di non fornire perdite al bilancio complessivo del sistema Italia, ma addirittura a fornire risorse fresche e capitali utili a far diminuire il sempre deficitario bilancio governativo.
      Ci apprestiamo, nei prossimi giorni, a…pilotare le assemblee dei lavoratori verso il solito assenso plebiscitario prestando attenzione a zittire quei pochi che avranno il coraggio di portare critiche all’accordo raggiunto, un accordo minimale che, con le scadenze previste, non garantisce nemmeno il recupero dell’inflazione programmata e che anche dal punto di vista normativo non dà troppe risposte ai gravi problemi che assillano la categoria, ma che testimonia una crisi di valori e di idee che i lavoratori stessi certificano giornalmente, con la loro adesione maggioritaria a un sindacato (maggioritario) che giorno dopo giorno non perde occasione, e non solo tra i postali, per dimostrare di essere “altro”.
      Ci sarebbero troppe altre cose negative da dirci ma… è Pasqua o meglio, Pasquetta e, quindi, auguri a tutti !

    • giacomo 26 aprile 2011 at 10:57 am Permalink

      ma xkè c’è bisogno di medardo per sapere cosa è successo? non è abbastanza chiaro?abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia la morale sulla firma del contratto, invece di qualcuno che ci spieghi bene i passaggi? MAH! L’italia è una repubblica democratica… e quindi tutti abbiamo il diritto di parola! mah!
      anche io ho letto ” l’ipotesi di accordo” e penso che come al solito si poteva fare di più e meglio…
      ma così lo sanno fare tutti! anche questa rischia di diventare demagogia!
      il vizio italico del maschiomedio che quando gioca la squadra del cuore, come la nazionale, si improvvisa ct e, comodamente da casa mette in campo la formazione migliore, i giocatori migliori, i moduli e le tattiche, che sicuramente vinceranno…Da casa!
      Credo non ci voglia un grande genio, nè tantomeno la firma ( in alcuni passaggi piuttosto maldestra e troppo disinvolta!) del CCNL di poste italiane spa per rendersi conto che in questi anni si è delineata una vera e propria emergenza legata allo scarso potere d’acquisto dei salari.
      A questo proposito ci siamo resi conto “tutti” della necessità di aumentare i salari in modo da fargli tenere il passo con l’aumento del costo della vita, anche bankitalia preoccupata ( per la riduzione dei consumi che fa tanto male all’economia!) chiede l’aumento dei redditi, anche confindustria, anche i maggiori sindacati confederali, che dopo anni di moderazione salariale e celebrazione del modello concertativo SCOPRONO ORA! di non aver saputo difendere i salari dall’inflazione, ne tantomeno essere riusciti a garantire equità nella distribuzione della ricchezza prodotta!
      E’ quindi lapalissiano ( non so roberto, ma io mi rifiuto proprio di farmelo spiegare da medardo) che, aumenti che comunque non coprono la fetta di salario erosa dall’inflazione, sono frutto della complicità tra una OVVIA controparte dei lavoratori, e chi dovrebbe difenderli, ma se ne guarda bene.OVVERO quei sindacati che sono così legati al potere, da estromettere dai tavoli di trattativa qualsiasi sindacato si permetta di non condividere le loro idee sui contratti o sui diritti, minacciando anche tavoli separati, che nessuna rispondenza hanno in contratti o leggi!
      Fare la lista delle cose che non vanno in questo contesto sociale è quindi assolutamente inutile, oltre che controproducente e penoso, se non per chi scrive, per l’intelligenza di chi legge…
      I CCNL sono contratti che hanno per contraenti, le associazioni sindacali di lavoratori e i datori di lavoro.
      Mai, si era verificato però, in maniera così evidente ed estesa , che NON assolvessero il ruolo per cui sono nati, attuare cioè una sorta di solidarietà di categoria, eliminando e disciplinando la concorrenza tra coloro i quali avrebbero potuto essere indotti a subordinare l’interesse comune al proprio interesse individuale. Mai come in questo tempo manutenere il modello di contratto ci ha incuneato in una strada senza uscita e piena di pericoli, in cui a fronte di risultati immediati e fin troppo millantati dagli addetti ai lavori, si fiuta il buon affare SOLO per gli interessi delle imprese.
      In questo silenzio innaturale, noi, servi, stallieri e operai, che possiamo fare? che dobbiamo fare? che vogliamo fare?
      tutti fermi nel cortile dello splendido palazzo padronale, aspettiamo che un uomo si affacci alla finestra e annunci: «S’è svegliato!» Oppure animiamo il cortile di voci, di rumori di zoccoli e nitriti di cavalli, ritrovando oltre che l’orgoglio personale, la nostra coscienza di lavoratori? io direi di svegliarci, di scrollarci di dosso il qualunquismo e la sciatteria di vedere SOLO quel nostro problema che non va, di cominciare a ricercare le soluzioni ai problemi che riconosciamo, di riprenderci in mano (senza delegare) le nostre vite di lavoratori e di cominciare a LOTTARE. Non contro qualcuno, (esercizio dannoso della nostra classe politica, che agita le braccine contro il nemico e non fa assolutamente nulla per contrastarlo e ridurlo all’impotenza- il riferimento non è casuale!- ma PER NOI, per i NOSRTI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE, per le GENERAZIONI CHE VERRANNO DOPO DI NOI, ai quali rischiamo altrimenti di lasciare in eredità una Italia che più non è , e un avvenire senza presente e senza futuro.


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