22 febbraio 2011 ~ 0 risposte

Comunicato Failp-Cisal sulla riunione “progetto qualificazione quadri” del 18 febbraio 2011 tenutasi presso la Direzione Generale Corporate

Il 18 febbraio 2011, presso la D.G.C. di viale Europa, si è tenuto l’incontro con L’Azienda richiesto  dalle Segreterie Regionali delle OO.SS. e dalle RSU locali per fare il punto della situazione dei 51 Quadri che a marzo 2010 sono stati avviati ad un processo di formazione e riqualificazione e chiederne il loro re-inserimento nelle attività aziendali, in posizioni adeguate alle professionalità conseguite.

L’Azienda ha ritenuto opportuno fare un “check” della situazione proiettando una presentazione in cui è stato esposto il percorso formativo fin qui svolto e sottolineando che in questo progetto “pilota” si è inteso profondere un forte/significativo investimento formativo che, alla situazione attuale, ha dato per tanti, ma non per tutti, un risultato più che soddisfacente, al punto che, dopo la fase d’aula, si è ritenuto opportuno avviare  già la fase di affiancamento con i colleghi per un utile inserimento dei partecipanti nelle attività aziendali, assegnando loro peraltro anche precisi obiettivi di lavoro.

Al fine di meglio valutare gli elementi conoscitivi, le attitudini e la disponibilità  al lavoro per gruppi anche di quella parte dei partecipanti che non si ritiene  abbiano ancora raggiunto risultati soddisfacenti nella  riqualificazione, l’Azienda ha provveduto a progettare una ulteriore attività di formazione “on the job” che dovrebbe iniziare di qui a breve e protrarsi  fino al completamento del percorso formativo,  inizialmente previsto in 18 mesi.

Nella discussione che è seguita alla presentazione, i rappresentanti della FAILP CISAL, unitamente ai rappresentanti delle altre OO.SS. hanno fatto rilevare di non aver mai condiviso le modalità con  cui sono stati individuati i partecipanti  a tale progetto.

Trattandosi  di un progetto pilota, sarebbe stato quantomeno opportuno che l’Azienda avesse convocato  prima un tavolo di confronto politico con  le OO.SS e le RSU per definire regole di condivisione nella scelta dei lavoratori da avviare a riqualificazione, piuttosto che affidare tale scelta alle simpatie/antipatie di questo o quel dirigente.  I partecipanti invece si sono trovati nella condizione di affrontare un percorso formativo senza conoscerne minimamente né le finalità né gli sbocchi professionali, con l’amara consapevolezza invece, da più parti confermata,  di essere stati avviati non a formazione,  ma in  un’area di lungo parcheggio,  che qualcuno ha grottescamente definito “cimitero degli elefanti”.

La mancanza di queste regole condivise ha avuto come risultato il fatto che  sono confluiti come partecipanti al progetto “personale esodabile”, “personale che si riteneva non performante”, nonchè “personale che si riteneva non più utilmente applicabile e che quindi si riteneva opportuno  allontanare da ogni attività” , cioè partecipanti assai eterogenei non solo per età anagrafica, per qualifica rivestita, nonchè “background professionale”, determinando di conseguenza anche poca chiarezza nella individuazione degli obiettivi “reali” del progetto stesso, di cui ora l’Azienda vorrebbe peraltro ottenere il finanziamento totale tramite Fondo Impresa e Fondo di Solidarietà. 

Risulta quindi di difficile comprensione l’affermazione, fatta in premessa, che nel caso in esame ci troviamo in presenza di  un forte e significativo investimento formativo,  se poi dagli approfondimenti successivi emerge invece  che l’Azienda ha messo nel progetto  lavoratori che ritiene non più impiegabili e che vuole esodare insieme  a lavoratori che intende aggiornare professionalmente  per affrontare i cambiamenti e i processi di riorganizzazione in atto.

A conferma di quanto precede ci sono le numerose convocazioni da parte di RU divisionale per convincere, spronare, incentivare l’esodo di una parte consistente di questi partecipanti.

E’ difficile inoltre fare affidamento a questo tipo di  investimenti formativi  e condividere poi un secondo progetto di ricollocazione di altri 600 Quadri del territorio da riqualificare professionalmente e da ricollocare nei processi di riorganizzazione in atto senza aver ricevuto adeguate risposte alle criticità  del primo progetto pilota.

Non è infine condivisibile l’ atteggiamento dell’Azienda che non vuole accogliere  le richieste della FAILP CISAL, fortemente sentite in categoria,  di sostenere con la formazione la richiesta dei portalettere che effettuano il servizio notifiche di acquisire tutti il patentino di messo notificatore oppure le richieste sempre della FAILP CISAL di sostenere con la formazione  la diffusione dei nuovi servizi previsti dal progetto servizi postali “8-20” che i portalettere dovrebbero erogare con il POS, dando  a questi ultimi anche certezze di conseguente miglioramento inquadramentale    che potrebbero in qualche  modo aiutare  a superare le difficoltà che si incontrano  sul territorio a portare avanti il progetto stesso.

Alla luce di quanto sopra esposto i rappresentanti della Failp CISAL, unitamente alle altre OO.SS e agli RSU locali hanno sollecitato l’Azienda ad estendere  a tutti  e circa i 50 partecipanti  al progetto, l’auspicato reinserimento nelle attività aziendali, in posizioni che abbiano attinenza con  l’aggiornamento di professionalità conseguito, dal momento che nei mesi fin qui trascorsi questo reinserimento è già avvenuto per almeno tre unità e indipendentemente dai risultati conseguiti dagli stessi nell’aggiornamento formativo, mentre altri tre partecipanti hanno optato per l’esodo, vanificando comunque  l’investimento.   

Segreteria Regionale Failp-Cisal

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