19 gennaio 2011 ~ 1 risposta

23 gennaio 2011: precari per sempre?

precariatoIl 23 gennaio 2011 è la data di scadenza individuata dal collegato al lavoro, dopo l’entrata in vigore il 24 Novembre 2010 della legge 183 del 08 Novembre 2010, per tutti i lavoratori con un contratto a termine scaduto di impugnare il licenziamento in caso di irregolarità. Fino ad oggi il lavoratore non aveva un termine di decadenza per impugnare detto contratto, per cui anche a distanza di anni avrebbe potuto decidere di fare causa; tante volte un’iniziativa del genere non veniva assunta perchè il lavoratore coltivava la speranza di essere nuovamente chiamato al lavoro dallo stesso datore, seppur con un altro contratto a termine. Proprio questa è la parte più “odiosa” della legge, che pone il lavoratore di fronte al dilemma se affrontare una causa giocandosi tutto in sede giudiziaria, pregiudicandosi la possibilità che quel datore di lavoro gli offra una nuova occupazione,  oppure rinunciare definitivamente ad impugnare il recesso, investendo in nuove future opportunità di lavoro. Per impugnare il contratto entro la data indicata, pena la decadenza dal poterlo fare per tutti i periodi retroativi, il lavoratore dovrà inviare presso la propria azienda un modello di impugnazione tramita  raccomandata a/r. Da quel momento il lavoratore avrà a disposizione 270 giorni per proporre il ricorso. In allegato potete scaricare il modello suddetto, e per ulteriori informazioni potete rivolgervi ai delegati sindacali sul territorio, alle nostre strutture provinciali e regionale.

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Una risposta

  1. silvana 27 gennaio 2011 at 10:07 am Permalink

    precari per sempre? i dati istat ci forniscono una fotografia dell’Italia ancora più “catasrofica” Il 19,2% è la percentuale dei giovani tra i 18 e i 24 anni, che non lavorano e non studiano. Il dato posiziona l’Italia al penultimo posto in Europa dove la media è del 14,4%. Gli stessi dati ci dicono che il 37,6% della popolazione in Italia non ha un’occupazione, mentre il dato europeo è del 28,9% mentre il 45% dei disoccupati cerca lavoro da almeno un anno e non riesce a trovarlo. In ultimo ma non per ultimo gli stessi dati ci dicono che con il 46,6% l’Italia si colloca agli ultimi posti in Europa per tasso di occupazione femminile, vale a dire che meno di una donna su due ha un lavoro. Così mentre il diluvio mediatico si concentra sul bunga bunga, un numero sterminato di ” figli nostri ” paga in mille modi la condizione miseranda di questa nostra “disgraziata Italia…


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